SPIDER-MAN – ACROSS THE SPIDER-VERSE

CRESCE MILES E CRESCE ANCHE LA SAGA, CHE SI FA PIÙ GRANDE, COLORATA E CONTINUA A FAR BRILLARE GLI OCCHI.
SPIDER-MAN – ACROSS THE SPIDER-VERSE

Miles Morales è tornato – o meglio, non se n’è mai andato. È da un anno che fa sempre le solite cose che farebbe un supereroe teenager, cioè andare a scuola, litigare con i genitori e salvare il mondo dalle minacce più o meno (im)probabili. Chi se n’è andata, invece, è l’unica cinta di amici che aveva, cioè Gwen, Peter, Peni, Spider-Ham e Spider-Man Noir, gli Spider-Man delle altre dimensioni che l’hanno spalleggiato nella sua prima avventura e che sono tornati ai loro rispettivi universi. Un giorno, però, Gwen riappare nella cameretta di Miles, spiegandogli di essere entrata a far parte della Spider-Society, un gruppo interdimensionale di Spider-Man, capitanati da Miguel O’Hara, il cui intento è impedire il collasso del Multiverso. E una delle anomalie a poterlo provocare è La Macchia, scienziato che ha acquisito il potere di aprire dei portali tra le dimensioni durante l’incidente del primo film, e ora nuovo nemico di Miles…

Cresce Miles, e cresce anche la saga: tutto è più grande e colorato, ma tutto si tiene per la grande scrittura e attenzione ai personaggi.

Quanti multiversi abbiamo attraversato con gli occhi della percezione negli ultimi anni? A caso, c’è la tv di Russian Doll, Devs e – guarda caso – l’animazione della triarchia Rick and Morty/Adventure Time/The Midnight Gospel. La Marvel ha incardinato il concetto come suo nuovo motore narrativo con l’altra triade Loki / Spider-Man: No Way Home / Doctor Strange nel Multiverso della Follia, mentre i The Daniels l’hanno reso profittevole a livello autoriale con Everything Everywhere All at Once. Tante forme tutte assieme da sbirciare, esplorare e magari riportare indietro. Eppure non è questione di forme, no, ma di forma.

È questo che ha mosso fin dall’inizio Phil Lord e Christopher Miller quando nel 2018, con le spalle ben coperte dalla Sony Pictures Animation, hanno sbattuto in faccia ai cinema Spider-Man: Un nuovo universo, successo di pubblico e critica senza freni che ha, e non in modo figurato, spostato in avanti i confini dell’animazione mainstream occidentale forse troppo ancorata al modello-mondo Pixar. Ed è questo che hanno cercato di rifare con Spider-Man: Across the Spider-Verse, capitolo di mezzo della trilogia ragnesca dedicata a Miles Morales, a cui seguirà Spider-Man: Beyond the Spider-Verse a marzo 2024.

Riuscendoci a pieno e continuando a dare, letteralmente, spettacolo, lavorando ancora e ancora non sulle forme ma sulla forma. Già, perché il senso dell’operazione degli sceneggiatori/produttori Lord e Miller (alla scrittura con David Callaham), i registi Joaquim Dos Santos, Kemp Powers, Justin K. Thompson e gli animatori tutti della Sony Pictures Imageworks, è sempre stato quello di sfruttare al massimo il topos del Multiverso non attraverso una proliferazione esponenziale degli stessi segni (una volta siamo in un western e la volta dopo in un horror) o storie (le versioni differenti di un personaggio), quanto quello più radicale di avere l’intera forma-film in continuo cambiamento.

SPIDER-MAN – ACROSS THE SPIDER-VERSE
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TERMINATA