L’ARMA DELL’INGANNO – OPERAZIONE MINCEMEAT

FILM DI GUERRA DAL TAGLIO ACCADEMICO CHE CEDE LE SUE PREROGATIVE ALLA SPY STORY.
L’ARMA DELL’INGANNO – OPERAZIONE MINCEMEAT

Londra, 1943. Gli ufficiali Ewen Montagu e Charles Cholmondeley, membri dell’MI5 che sviluppa durante la guerra un sistema efficace di controspionaggio (Double Cross), escogitano un piano improbabile quanto ingegnoso per ingannare i nazisti e fargli credere che gli alleati sbarcheranno in Grecia invece che in Sicilia. Lo stratagemma consiste nel lasciare andare alla deriva, in prossimità della costa spagnola, il cadavere del maggiore William Martin, fornito di un fascicolo d’informazioni che attestano la sua esistenza e il falso piano di invasione. Il maggiore in questione è in realtà un povero diavolo morto avvelenato e ‘prestato’ alla patria che gli inventa una nuova identità. A guidare l’operazione Mincemeat, con Montagu e Cholmondeley ci sono anche Ian Fleming, il padre di James Bond, e Jean Leslie, segretaria dei servizi segreti che ispira il romance di William Martin e innamora perdutamente i due ufficiali. Tra dolori intimi e dovere patriottico, i nostri faranno l’impresa.

Dopo The Imitation Game e L’ora più buia, il cinema inglese ritorna dietro le quinte della Seconda Guerra Mondiale per raccontarci una delle operazioni di controspionaggio più rocambolesche della storia.

Un’operazione ‘segreta’ e lontana dalle strategie militari tradizionali, legata a filo doppio allo sbarco degli Alleati in Sicilia nel 1943. L’arma dell’inganno lascia fuori campo l’orrore della battaglia e penetra uno spazio interdetto, il backstage di un imbroglio di cui rompe intenzionalmente la magia per mostrarci come si fabbrica un trucco e si salva il mondo all’insaputa del mondo. E davanti alla loro incommensurabile solitudine, gli eroi di questa storia non hanno altra scelta che aggrapparsi alla finzione per esistere.

Film di guerra che cede le sue prerogative alla spy story, L’arma dell’inganno punta tutto sulla sua ‘storia vera improbabile’, che richiese una logistica complessa per creare dal nulla una vita coerente e un’esca irresistibile per il nemico. Basta questo a giustificare John Madden alla regia. Il regista di Shakespeare in Love, racconto immaginario della gioventù del Bardo e riflessione in cui la realtà irriga la fiction e viceversa, serve diligentemente uno dei più grandi depistaggi della guerra clandestina, una manovra tattica così precisa e plausibile da abbindolare lo stato maggiore tedesco. Il trattamento resta però accademico e incapace di dare forma e sfumature a quell’episodio vertiginoso, su cui il film riposa e in cui confida forse troppo.

Persino Colin Firth, Darcy in Orgoglio e pregiudizio della BBC, e Matthew Macfadyen, Darcy in quello cinematografico di Joe Wright, sembrano aver smarrito il loro romanticismo e la pratica della materia romantica sotto la direzione di Madden.

Perché il secondo intrigo nutre con loro e con Kelly Macdonald un triangolo amoroso destinato a infrangersi contro i marosi della Storia. Madden illustra invece di destabilizzare ‘dimenticando’ di citare la sua fonte (L’uomo che non è mai esistito di Ronald Neame) e di scavare in un racconto dove finzione e guerra condividono lo stesso campo di battaglia. Si accontenta di glorificare l’atto creativo per lo sforzo bellico anziché metterlo nella prospettiva di un bisogno globale di evasione e di resistenza all’orrore del mondo. Tuttavia il senso del dettaglio dell’Operazione Mincemeat, la natura flemmatica dei suoi protagonisti, segno di una coscienza profondamente britannica, e il sottotesto sul potere dell’immaginazione e il suo impatto sulla realtà, sono sufficienti ad appassionare per due ore. Fino all’epilogo da manuale.

Un classico del cinema inglese, che termina alle prime ore del mattino con un armistizio e una replica: “Beviamo qualcosa”. Adesso non resta che trovare un pub aperto ma nessuno meglio di Montagu e Cholmondeley sapranno scovarlo, mentre combattono la guerra di ieri che ci parla delle inquietudini di oggi. Malauguratamente, il regno della storia non si è ancora raffreddato e le bombe continuano a esplodere nel cuore dell’Europa.

L’ARMA DELL’INGANNO – OPERAZIONE MINCEMEAT
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