CORRO DA TE

La disabilità vista con ironia, ma sempre al giusto livello di empatia, rispetto e umanità.
CORRO DA TE

Gianni ha quasi 50 anni e passa da un’amante all’altra, fingendo con ognuna di essere una persona diversa. Alla morte della madre si reca nella modesta casa in cui è cresciuto e incontra la vicina Alessia, che per sbaglio lo crede confinato ad una sedia a rotelle. Gianni alimenta l’equivoco perché Alessia si occupa di disabili e lui cerca di aggiungerla alla sua lista di conquiste. Ma la ragazza ha altri progetti: gli presenta la sorella Chiara, davvero paraplegica, sperando che fra i due scocchi la scintilla. Cosa che puntualmente succede anche se Gianni, che ha sempre evitato qualsiasi prossimità alle limitazioni fisiche, si auto convince che conquistare Chiara sarà un ennesimo modo per ribadire agli amici la sua fama di tombeur des femmes.

Corro da te è il remake italiano della commedia francese Tutti in piedi, che ha conquistato il pubblico d’oltralpe con un mix di political incorrectness e afflato romantico.

Contro la noia del politicamente corretto di facciata, una commedia corrosiva nelle premesse, non banale nello svolgimento e nella sua soluzione finale. Un remake di una commedia francese, adattata con intelligenza per una storia italiana, con Favino convincente, ma non sono da meno Miriam Leone e i caratteristi che li accompagnano. La disabilità vista con ironia, ma sempre al giusto livello di empatia, rispetto e umanità. Un cinema medio che dialoga con il pubblico, senza sciatteria.

CORRO DA TE
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TERMINATA