PANE E TULIPANI – Rassegna 10 e LUCE

Un film rivoluzionario su una donna controcorrente.
PANE E TULIPANI – Rassegna 10 e LUCE

 

10 e Luce

10 perle del cinema italiano tornano in sala per festeggiare i 100 anni del Luce. Grandi maestri, talenti, interpreti memorabili. Una biografia del cinema di qualità, per ritrovare la magia del grande schermo!

Si comincia con…

PANE E TULIPANI

Introduce le proiezioni un video saluto del regista SILVIO SOLDINI!

Rosalba, casalinga quarantenne con due figli che la danno per scontata e un marito, Mimmo, che la tratta come un elettrodomestico, viene dimenticata in un autogrill: metafora quantomai potente dell’invisibilità a cui era ridotta. Quell’abbandono temporaneo, che poteva tradursi nell’ennesima mortificazione, si rivela invece una splendida occasione per riprendersi una vita interrotta nella post adolescenza con quel matrimonio infelice, portandosi via tutte le sue potenzialità creative. Rosalba accetta infatti un passaggio da una sconosciuta e si ritrova a Venezia, città-teatro dove incontra Fernando, un islandese dall’animo poetico e dalla natura (forse anche data la provenienza geografica) paritaria, e riscoprirà il talento per la fisarmonica, strumento romantico ed evocativo per antonomasia. Altre figure di contorno saranno per Rosalba illuminanti, e verranno illuminate dalla sua presenza: dalla massaggiatrice Grazia “sorella” di vita al fiorista rivoluzionario Fermo fino all’investigatore Costantino, ingaggiato da Mimmo per riportare la moglie a casa (in quanto sua legittima proprietà).

Pane e tulipani è una favola contemporanea e un inno alla libertà, non solo femminile.

Fernando è un uomo del futuro, quanto a sensibilità e a spirito egalitario, il figlio minore di Rosalba scoprirà i limiti della sua educazione patriarcale, e persino per Mimmo c’è un’attenzione nel fare di lui il prodotto di una cultura che assegna ruoli rigidi e frustranti.

Al centro di questa favola c’è un’attrice luminosa e poliedrica come Licia Maglietta, che fa della sua Rosalba un’anima non gravata dal senso di colpa (femminile), quietamente assertiva e capace di assecondare (e promuovere) un’evoluzione non solo individuale, ma è di genere e, in senso più ampio, umanitaria.

Silvio Soldini alla regia è come sempre sensibile e attento, e posa sui suoi personaggi, soprattutto femminili, il suo sguardo empatico e “straniero” rispetto alla cultura dominante italiana, della quale percepisce tanto le costrizioni quanto le possibilità. Dal canto suo la sceneggiatrice Doriana Leondeff porta alla storia la sua visione di una donna semplice e serena, con un’ingenuità che riesce a colorare la realtà invece di rimanerne schiacciata, mostrando un’energia creativa che neanche la routine domestica è riuscita ad annullare. Il film letteralmente si colora della sua scoperta di un mondo “altro”, creando una palette insieme caotica e armoniosa che ricorda i quadri di Matisse (le scenografie sono di Paola Bizzarri, i costumi di Silvia Nebiolo e la fotografia di Luca Bigazzi), con una predilizione l’azzurro cielo che richiama il sogno e il desiderio di libertà tanto a lungo celati.

Niente è come ce lo si aspetta, nessun personaggio è prevedibile o scontato, e ogni equilibrio, più che frantumato, è ricomposto e reindirizzato verso un’evoluzione migliore, per tutti, non solo per Rosalba. Rosalba è il suo stesso principe (di nuovo) azzurro: è lei che “salva” coloro che ha intorno. E Bruno Ganz, che porta con sé la tradizione di un cinema mitteleuropeo innovatore e immaginifico, è perfetto nell’incarnare un maschile recettivo al cambiamento. Il suo buffo e aulico italiano ha qualcosa di cavalleresco e fa di lui un Lancillotto di terza età, che non ha abbandonato una nobile galanteria; il suo italiano ha ascendenze leopardiane ma rimanda anche al Piccolo Principe, perché come Rosalba cammina leggero su pianeti sconosciuti dei quali riconosce la poesia.

 

PANE E TULIPANI – Rassegna 10 e LUCE
PROGRAMMAZIONE
TERMINATA