OI VITA MIA

Pio e Amedeo sorprendono con una comicità che ribalta e stigmatizza i pregiudizi. Senza intenti moralistici.
OI VITA MIA

Pio gestisce una comunità di recupero per ragazzi, Amedeo una casa di riposo per anziani. Uno ha una relazione in crisi, l’altro una figlia adolescente irrequieta. Costretti dalle circostanze a vivere sotto lo stesso tetto tra anziani smemorati e giovani casinisti che si fanno la guerra, i due finiranno per scambiarsi consigli non richiesti, infilarsi in situazioni assurde e, tra bollette arretrate e partite a padel, trovare finalmente il coraggio di mettere ordine alle loro vite e scoprire così un nuovo modo di stare assieme.

Li avevamo lasciati, negli ultimi due film firmati da Gennaro Nunziante, a giocare sugli stereotipi Sud/Nord e ricchi/poveri, ora Pio e Amedeo diventano registi e non si muovono dalla loro Puglia per realizzare un’inedita commedia umana.

Perché, per esempio, l’omaggio che firmano, insieme al cosceneggiatore Emanuele Licitra (regista del loro programma “Emigratis”), a un monumento come Lino Banfi, prossimo ai 90 anni, con un personaggio dal soprannome importante e evocativo – Monicelli – che racchiude una certa condizione della vecchiaia grazie al quale il film riesce a toccare un tema enorme come quello legato alla libertà del fine vita, è qualcosa che ha molto a che fare con l’umanità, una qualità che i detrattori di Pio e Amedeo pensavano che la coppia non potesse avere.

OI VITA MIA
PROGRAMMAZIONE
TERMINATA