Roccacinema 2025
Il segreto di Caligari
EVENTO LIVE DI CINEMA RIMUSICATO
Venerdì 8 agosto 7 agosto ore 21.30
Arena Rocca Medievale – Castiglione del Lago
Proiezione del film IL GABINETTO DEL DOTT CALIGARI
con esecuzione live della colonna sonora originale di Tommaso Donati
Info e Prevendita biglietti www.niovocinemacaparali.it
075 951099 – 335 5858310
IL SEGRETO DI CALIGARI
UN FILM UN CONCERTO
Nel suggestivo scenario del teatro della Rocca Medievale Venerdì 8 agosto alle 21.30,, come evento di apertura della seconda parte del programma di Roccacinema 2025, Lagodarte propone IL SEGRETO DI CALIGARII una serata evento con la proiezione del capolavoro del cinema muto di Robert Wiene “Il gabinetto del dottor Caligari”, caposaldo del cinema espressionista tedesco. Ma il Segreto di Caligari, non sarà solo la visione di un capolavoro dei cinema ma anche un concerto in cui Il film, messo a diposizione dalla Cinetaca dui Bologna che lo ha restaurato nel 2014, sarà rimusicato dal vivo dal musicista umbro Tommaso Donati, al suo terzo progetto da solista.
Il progetto di rimusicazione è composto da 26 brani, che variano tra il neo-classico e l’elettronica sperimentale. Accanto al pianoforte infatti, che funge da principale narratore delle vicende del film, si affiancano sintetizzatori, drum machine e arpeggiatori, creando una commistione tra acustico ed elettronico che accompagna l’evoluzione della trama del film. Il progetto è stato ideato con lo scopo non solo di accompagnare le immagini, ma di raccontarle nella maniera più completa possibile, arricchendo la visione del film ed enfatizzando gli stati d’animo creati da Weine.
Sinossi e cenni critici sul film
IL GABINETTO DEL DOTTOR CALIGARI
(Das Cabinet des Dr. Caligari, Germania/1920) di Robert Wiene (75′)
Soggetto e sceneggiatura: Carl Mayer, Hans Janowitz. Fotografia: Willy Hameister. Scenografia: Hermann Warm, Walter Reimann, Walter Röhrig. Interpreti: Werner Krauß (Dr. Caligari), Conrad Veidt (Cesare), Friedrich Fehér (Francis), Lil Dagover (Jane), Hans Heinrich von Twardowski (Alan), Rudolf Lettinger (Dr. Olsen). Produzione: Erich Pommer, Rudolf Meinert per Decla Film Gesellschaft.
Restaurato nel 2014 da Murnau Stiftung e Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata
Franzis racconta a un vecchio quanto gli è accaduto. Il Dottor Caligari aveva presentato in una fiera di paese un sonnambulo, Cesare, che aveva predetto ad Alan, amico di Franzis, la sua imminente morte. L’uomo era stato pugnalato così come il giorno prima era stato ucciso un funzionario del municipio che aveva trattato con supponenza Caligari. Cesare aveva anche cercato di rapire Jane, fidanzata di Franzis, la quale si era salvata in extremis. Caligari era fuggito ma Franzis si era messo sulle sue tracce e lo aveva riconosciuto nei panni di un direttore di manicomio. Qui la vicenda torna al presente.
Pietra miliare del cinema tedesco, leggendario classico del muto, precoce esempio di thriller psicologico, primo successo internazionale della cinematografia tedesca dopo la Prima guerra mondiale, prototipo del cinema espressionista. “In Caligari, l’interpretazione espressionista è riuscita con raro successo a evocare la ‘fisionomia latente’ di una piccola città medievale dai vicoli tortuosi e oscuri, budelli stretti rinserrati tra case sgretolate le cui facciate sbilenche non lasciano mai entrare la luce del giorno. Porte cuneiformi dalle ombre pesanti e finestre oblique dai vani deformi sembrano rodere i muri. Davanti all’esaltazione bizzarra che emana da questa scenografia sintetica di Caligari, ricordiamoci di una dichiarazione di Edschmid: ‘l’espressionismo si muove in un’eccitazione perpetua’. Queste case o questo pozzo appena schizzato all’angolo di una stradina sembrano infatti vibrare di una straordinaria vita interiore” (Lotte H. Eisner).
Caligari è uno dei film capitali dell’intera storia del cinema, per eccellenza il film-incubo, uno dei pochissimi capaci di dare un volto alla paura. Esce nel 1920 ed è il capostipite dell’espressionismo tedesco, ma la sua influenza riverbererà ben oltre quella stagione. L’oscura storia dell’ipnotista Caligari e del sonnambulo-omicida sottoposto al suo volere è un racconto dell’orrore che, secondo la celebre lettura di Siegfried Kracauer, prefigura la catastrofe nazista, ma che soprattutto agita, come nessun’altra produzione artistica dell’epoca, i fantasmi dell’inconscio con cui Freud e la psicoanalisi stavano sfidando la cultura europea. Un ruolo fondamentale, nella longevità del mito-Caligari, gioca la radicale innovazione delle scenografie dipinte, quelle architetture dell’allucinazione che “sembrano vibrare di una straordinaria vita interiore” (Lotte H. Eisner)
Per ulteriori approfondimenti immagini: https://cinetecadibologna.it/distribuzione/film/caligari/
Cenni Biografici sul musicista.
TOMMASO DONATI
Nasce a Perugia nel 1996. All’età di 6 anni si iscrive presso “L’Accademia Nazionale d’Arte Musicale Maurizio Mastrini”, dove ha la possibilità di studiare pianoforte classico e solfeggio. Successivamente, a 17 anni, approccia l’approfondimento dell’armonia e della composizione musicale, percorso che porterà alla fioritura della creatività di Tommaso. Grazie a questo infatti, nel 2015 pubblica il suo primo disco di pianoforte solo, “La storia del signor L.”, prodotto da “Inir Tsam” per “MPC International Music” e “Associazione I Mastri Musici”, ed entra a far parte della formazione NUR. come tastierista, band synth-rock di Perugia. Negli anni successivi, parallelamente agli studi universitari continua quelli musicali, frequentando il corso di batteria del Maestro Diego Petrini e di chitarra elettrica e acustica del Maestro Simone Matteucci, da cui acquisisce ulteriori nozioni di armonia e le capacità compositive.
Il percorso intrapreso lo porta a pubblicare in questi anni un secondo disco di pianoforte solo, “Onironauta” (2019) e due album con i NUR., “Àlea” (2019) e “A cosa serve questa paura” (2023).
Inoltre inizia anche lo studio della scrittura di musica per immagini, da cui origina il progetto “Caligari” (2023), prodotto dall’associazione culturale di Perugia “Metanoia”.
