Demon Slayer – Il castello dell’ infinito

Un buon prodotto cinematografico, dall'ottima tecnica di animazione.
Demon Slayer – Il castello dell’ infinito

Attirato in un agguato dal capo malato dei Demon Slayer, il demone immortale Muzan scatena a sua volta una terribile trappola e imprigiona i cacciatori di demoni nella sua fortezza interdimensionale: il castello dell’infinito. Qui, assediati da numerosissimi demoni minori ma pure minacciati dalle potenti Lune crescenti, i cacciatori cercano di trovare Muzan in un labirinto cangiante con la forma di un castello giapponese. Tra gli scontri principali, Shinobu dovrà affrontare Doma, il demone che ha ucciso sua sorella; Zenitsu dovrà vedersela con Kaigaku, che era stato per lui uno studente rivale delle forme del fulmine e che ha preferito essere trasformato in demone che dividere con Zenitsu l’insegnamento del suo maestro. Tanjiro e Giyu se la dovranno vedere contro il terribile Akaza, che aveva ucciso il pilastro del fuoco Kyojuro Rengoku.

Primo capitolo della trilogia destinata a concludere la saga di Demon Slayer, il film è stato un enorme successo in Giappone e, a differenza dei precedenti, vanta un’ottima tecnica di animazione. Rimane però un’opera solo per iniziati.

Il brevissimo prologo non ha infatti lo scopo di introdurre la vicenda a chi non conosca la serie, tanto che non vedremo come Muzan è stato attirato dai cacciatori di demoni, né che fine abbia fatto il loro capo. Il demone apre il suo castello dell’infinito imprigionando i cacciatori e Tanjiro precipita vertiginosamente rischiando di sfracellarsi in una struttura che continua ad aprirsi sotto di lui. Naturalmente verrà salvato e da lì inizia una serie di scene d’azione e inseguimento con tre grandi set piece, ossia i combattimenti contro le lune crescenti Doma, Akaza e il più debole Kaigaku. Questi scontri sono tutti arricchiti da sequenze di flashback, che rivelano il passato dei più forti tra i demoni.

I flashback di Doma sono i più agili e anche i più interessanti, perché il demone si presenta come il prodotto di una setta di fanatici, mostro fin da bambino ma cresciuto in quel modo non avrebbe potuto essere altrimenti. Senza nemmeno rendersene conto Doma stesso è una vittima, privato della propria umanità ancora prima di diventare un demone. Kaigaku è invece un invidioso e un meschino, che non sa accettare l’idea di avere un altro studente al proprio fianco e preferisce lasciarsi corrompere, diventando ciò che è stato addestrato a combattere. La sua trasformazione in Luna Crescente è però molto recente e quindi non ha ancora imparato a padroneggiare i suoi poteri, tanto che Zenitsu sarà uno sfidante in grado di tenergli testa. Infine Akaza è l’avversario più forte, infatti da solo combatterà contro il Pilastro dell’acqua e Tanjiro, che ha ormai capacità analoghe a quelle di un Pilastro.

I flashback di Akaza sono però interminabili: raccontano un melodramma strappalacrime sull’infanzia di un ragazzo costretto a rubare e incapace di impedire il suicidio del padre. Quando trova un mentore il mondo di nuovo prepara per lui una tragedia. Si tratta del tipo di storia sugli orrori del mondo che ci si aspetta da questo genere di anime e di manga, raccontata però con stucchevole enfasi e condotta verso una risoluzione confusa, che oscilla tra il motto “amor omnia vincit” e il delirio di un demone ossessionato dal culto della forza.

Demon Slayer – Il castello dell’ infinito
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